La Festa del Cinema Bulgaro: tra filosofia, emozioni e un particolarissimo sense of humor

04/07/2018 29 0 0

Lo abbiamo scoperto quando ancora faceva fatica a far parlare di sé. Lo abbiamo visto crescere, maturare. Ora lo stiamo vedendo spiccare il volo. Parliamo della Festa del Cinema Bulgaro di cui in questi giorni si è appena chiusa l’11a edizione romana. Ed è pronta la nave per salpare verso la seconda edizione milanese. Ad organizzarle l’Istituto Bulgaro di Cultura con la direzione artistica di Jana Yakovleva e il coordinamento di Borislava Chakrinova. Poche serate, quattro in tutto (dal 28 giugno al 1° luglio alla Casa del Cinema di Roma), dedicate ovviamente a raccontare il meglio del cinema bulgaro: i fiori all’occhiello di una cultura cinematografica, va detto, di assoluta eccellenza. Bisognerebbe poi coniare un termine per definire il filo rosso che lega questi film, ovvero il particolarissimo sense of humor bulgaro, un’autentica scoperta che è un mix surreale di arguzia e gusto del paradosso che si può riassumere in una battuta del film Directions dove un taxista spiega: “…qui in Bulgaria siamo tutti ottimisti perché i pessimisti ed i realisti se ne sono già andati da un pezzo!”.

Otto in totale i film in programmazione: dal colossal storico di Victor Bozhinov Elevazione, al dramma sempre storico di Voevoda per la regia di Zornitsa Sofiya Popgancheva. Dalla deliziosa commedia riflessiva con Knockout di Niki Iliev, al musical con Attrazione di Martin Makariev. Dal film omnibus, 8 minuti e 19 secondi, tratto da sei racconti del grande Gospodinov, al corto di animazione di Theodore Ushev Vasya la cieca.

Per finire ad un titolo che sta facendo parlare di sé la cinematografia bulgara: Directions di Komandarev, presentato a Cannes nella sezione A certain regard. Una scelta completa e raffinata che ha saputo valorizzare un cinema che sa dare spazio a tutti – registi, attori e autori – spesso mescolandoli con passione, ironia, sempre con intelligenza.

E così, fra il lunghi piani sequenza di Directions, alternativamente si ride e ci si commuove senza alcuno spazio alla retorica dei facili sentimentalismi. E anche se lo spirito generale del film è sempre da pugno nello stomaco, sboccia un finale di grande speranza e tenerezza.

Si sorride anche in Elevazione, mentre si racconta una storia lontana, quella dell’indipendenza della Bulgaria, eppure straordinariamente universale e vicina a noi.

Mentre si parla di filosofia e dei grandi valori della cultura e del pensiero nazionale. Ottimi, infine, i sottotitoli che hanno accompagnato la comprensione di tutti i film: un dato non poco importante.

Tags: cinema bulgaro, komandare, yakovleva Categories: Cinema, Visioni
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