Final Step la fusion è ancora viva!

07/09/2017 146 0 0

La fusion e il jazz-rock hanno avuto tra gli anni ’70 e i ’90 il periodo di massimo fulgore e popolarità. Ma nonostante questo la comunità jazzistica non ha mai veramente del tutto amato questa evoluzione stilistica. Eppure Miles Davis, Weather Report, Herbie Hancock, Chick Corea e Yellow Jackets, solo per citare qualche esponente di quel movimento musicale, non sono stati certo meteore ma piuttosto artisti che hanno influenzato in maniera importante la storia del jazz moderno. Anzi l’hanno proprio rivoluzionato. Purtroppo però il genere ha subito un rapido declino, dovuto ad una produzione discografica progressivamente sempre più stereotipata, che solo oggi a distanza di circa 20 anni ha ritrovato nuove energie con band americane come ad esempio gli Snarky Puppy.

I Final Step, ottetto svizzero fondato dal chitarrista Matteo Finali, è appunto una formazione il cui evidente obiettivo artistico è rinnovare e reinterpretare il jazz-rock mantenendo comunque un collegamento con i padri fondatori del movimento. Una sorta di new fusion in chiave europea. Il gusto, la padronanza tecnica e la ricca discografia dei Final Step fanno il resto.  E’ di questi giorni la pubblicazione del loro quarto album Live at Estival Jazz registrato durante un concerto a Lugano nel 2016.

Il disco inizia con Sultans, un brano di chiara matrice world-fusion con echi klezmer, intriso di godibilissimi intrecci tematici con un ispirato solo finale di sax soprano di Mirko Roccato. Ipnotico l’andamento ritmico di Obatala con un buon interplay della coppia Finali-Buonarota e la tensione delle tastiere di Pezzoli. Jojo’s Blues e The Two-Bear Mambo sono due brani che sembrano qua e là ammiccare a certo funky anni ’70 di Billy Cobham dove la sezione ritmica della band è particolamente ispirata, come anche nel fiammeggiante finale di Essaouira. Un funk più contemporaneo torna in In A Brooklyn Store dove fa capolino anche l’hammond di Alessandro Ponti. Il brano che chiude la tracklist è Uncle Joe’s Space Mill con l’intenso fraseggio della chitarra di Matteo Finali che sembra liberarsi in tutta la sua energia.

Un bel disco questo dei Final Step che testimonia la qualità della scena jazzistica svizzera ma che soprattutto dimostra come la fusion e il jazz-rock non siano solo un esercizio di stile ma una musica ancora splendidamente viva e vitale.

Final Step
Live at Estival Jazz
Matteo Finali, Chitarra Fabio Buonarota, Tromba e Flicorno Mirko Roccato, Sassofoni Gabriele Pezzoli, Tastiere Alessandro Ponti, Hammond Francesca Morandi, Basso Dario Milan, Batteria Silvano de Tomaso, Percussioni

Antonio Cifola

Categories: Ascolti, Jazz, Musica
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